Oggi per esempio, sono andata a comprare quei due detersivi che mi mancavano e sono uscita dal negozio con un conto da € 45 e varie cose non incluse nella lista. Non so dire se a distrarmi sia stata la cifra o il peso degli extra, ma so che solo dopo aver girato l’angolo ed essermi fermata davanti al semaforo mi sono accorta che forse era il caso di tornare indietro a prendere la macchina.
Io so di essere leggermente dislessica (o disgrafica?) ma credo di portarmi dietro questa caratteristica anche in altri aspetti della vita. Ho questa capacità (?) di concentrarmi moltissimo in qualcosa ma per poco tempo e poi distrarmi ed ecco che il refuso scappa quasi ovunque.
Un’attitudine che ho sempre posseduto, a meno che non sia una leggenda metropolitana quella che adora raccontare mia mamma di quel giorno che stavo andando a scuola con ben due paia di mutandine e nessun pantaloncino sotto il grembiule, solo perché, ne sono certa, in quel momento avevo qualcosa di ben più interessante a cui pensare.
Filed under: aria, ombelico | 22 Comments
Tags: autoironia, inezie, momenti, difetti, autoritratto, ricordi, dislessia







bellissima interpretazione dello stato d’animo che accomuna tutti quelli che naturalmente decidono di pensare a ciò per il quale si vuole e per il quale vale davvero la pena essere distratti…. bel blog, complimenti.
Gennaro
Anche a me capita spesso di guardare come un idiota
la persona davanti mentre io sto vivendo
n un angolo del mio cervello altre sensazioni e idee,
e poi rientrando sulla terra scopro di aver fatto danni immensi o gaffe colossali.
Pensa che palle se fossimo tutti perfetti:
un mondo di soldatini con i pantaloni.
Meglio qualche signorina con due mutande :)
fantastica!!! :D
e comunque non sei sola… anche a me a volte capita di girare in tondo per poi fermarmi e cercare di ricordare che cavolo stavo facendo ;-P
Grande Sancla. Se la testa ora è a posto. beh il resto non ha importanza credimi!!!. Prima o poi lo si ritrova sempre. :)
Notte …
Non hai diera di quanto ti capisca.
Ieri, in bici, mi sono fermato al semaforo.
Solo che era verde per me.
Ma va bene, vistoc he molte volte, preso dalla stessa concentrazione, passo col rosso, quindi…
Ma… una couriosità; eri ferma al semaforo per attarversare, oppure mimando te seduta in un’auto invisibile, eri ferma al semaforo insieme alle altre auto vere che ti guardavano stupite? (ho avuto questa immagine, e rido).
diera=idea
uguali, dai.
Ti invidio quel qualcosa a cui stavi pensando. Doveva essere molto ma molto speciale…
V
Porca miseria ho studiato filosofia ma qui serve Freud
ma, alla fine, i due detersivi li hai presi? :-)
ma come? Già allora indossavi mutande così mini tanto da non accorgerti di averne un paio addosso?
Mi piace sentire definire questo come attitudine. Purtroppo, quando l’età avanza, l’attitudine se ne va per lasciare posto all’amico alzheimer, e come si sa, quello non porta due paia di mutande ma il pannolone.
ti esprimo tutta la mia solidarietà. ma non ricordo più per cosa.
era importante, però. altrimenti non mi sarei fermato a commentare, credo:)
questi stati di distacco dalla realtà mi piacciono troppo… :) e poi, come dimostri tu, le conseguenze sono spesso esilaranti.
Mettere la testa a posto e ritrovarsi con tutto il resto in disordine…stomaco, capelli, mutande…sì inszomma…la perfezione non è di questo mondo. E per fortuna! :-)
Disgrafica anch’io: distinguo la destra dalla sinistra soltanto se mi fermo a pensare almeno una manciata di secondi alla mano con cui scrivo (la quale si chiama Destra). Ma se mi chiedono a bruciapelo: “scusi, per la stazione?” segnalo senz’altro la svolta sbagliata.
Per quanto riguarda la testa, quella è a posto, lì dove deve stare, però ho recentemente infilato una pila di libri in frigorifero, ho preparato il pranzo due volte perché avevo dimenticato di averlo già fatto e una volta, sotto al grembiulino, io portavo solo il pigiama.
:-o
Tutto ciò mi ricorda qualcosa. Ops, ora non più. Non più cosa? Mi son distratto e non ricordo
:D
a me capita che qualcun’altro pensi a me quando non sono io a farlo e quando non c’è nessun altro a farlo.
una fortuna tanto rara quanto labile,,
mi chiedo solo come sarà quando mancherà,,, anzi, spero sia indolore.
ma tu, tu,
tu come stai?
ps. mi moderi sempre…
un giorno scriverò delle emerite puttanate per il semplice gusto di costringerti a pubblicare .
perchè lo farai,,ne sono sicuro.
leggere che qualcun altro ha i miei stessi “problemi”
che poi dico…non è che sono veri e propri problemi
diaciamo che ho altro per la testa, molto altro, quindi
molte cose, quelle superficiali, passano in secondo piano…
tanto la macchina li resta, prima o poi la vado a ritirare :D
dicono…chi non ha testa ha gambe…
ultimamente me ne son cresciute due in più
buona week end carissima :P
…Sei davvero (ma davvero!) adorabile :-)
Bellissima questa cosa di due paia di mutandine…
E comunque, il vantaggio è che hai la capacità di pensare a tante cose allo stesso tempo e di fare una giusta cernita, tra quelle importanti e quelle che non lo sono… non è poco… ;)
Due settimane fa sono entrata in una macchina, ho aggiustato il sedile, messo la radio, chiuso il posacenere, aggiustato gli spaecchietti e cercato di mettere in moto. Lo sterzo era bloccato. Ho ritentanto l’avvio del motore per 15 minuti, poi il dubbio mi ha assalita “ma sarà la mia macchina?”. Sono scesa, ho verificato il numero di targa e mi sono vergognata! E’ vero che la mia chiave aveva aperto la portiera, ma 15 minuti per rendermi conto che la vettura non era la mia!
meraviglioso, questo titolo