Non credo che la vita sia una scatola di cioccolatini, come dice l’arcinota frase dell’arcinoto film. Piuttosto penso che sia come una successione di cene nelle quali non sai chi sia lo chef e tanto meno che cosa abbia in mente per te quella sera.
All’improvviso puoi trovarti davanti ad una cena calda o fredda, leggera o pesante, solitaria o in compagnia. In certi momenti la vorresti un po’ più condita, in altri ti piacerebbe togliere qualche ingrediente che senti di troppo per renderla perfetta.
Alcune volte ti è rimasto un senso di languore, in altre avresti voluto assaggiare qualcosa di diverso. Ti è capitato pure di doverti accontentare di un po’ di pane mentre in alcune occasioni hai avuto di fronte un incredibile banchetto. E che dire di quei momenti in cui hai la sensazione che potrebbe essere più buona, che potresti godertela di più, o che avresti dovuto ordinare piatti diversi, che sarebbe stato il caso di mangiare leggermente di meno o in modo più salutare (ed è che essere satolli non sempre gratifica mentre la fame, lo sappiamo anche troppo bene, gratifica ancora di meno).
Ci sono poi dei momenti, che di fronte al menù, non sai cosa scegliere. Ti sembra che il dolce ti nausei, che il salato ti inaridisca la bocca e non parliamo delle cose acide, dei retrogusti amari di un brutto momento.
In questi ultimi tempi preferisco il sale, per poter sentire la sete di volere ancora un po’.
E voi?
PS: Dimenticavo… Buon appetito!







Per quanto mi riguarda, va bene ogni portata, qualunque essa sia, purché mi dia anche l’illusione, un po’, che la vita dopo possa scorrere senza troppi rigurgiti indigesti, quindi cibo delicato e di prim’ordine, condimenti scelti, selezionati tra il meglio che la produzione possa offrire, pochi, ma buoni, piccole porzioni per non essere mai satollo del tutto, ma sempre con la voglia di riprovarli…
Pia illusione? Chissà, potrebbe anche non essere!!!
a me piace assaporare… ma se devo scegliere scelgo i sapori forti, quelli che ti rimangono e che fanno pensare… a tante altre cose
a presto
arthur onnivoro e dalle idee chiarissime! :D
romario anche a me piacciono i sapori forti, ma ogni tanto qualcosa di meno prepotente serve per farti apprezzare ancora i gusti decisi, no?
Orpaccio, onnivoro non me lo aveva detto mai nessuno…
io mi accontento di poco. Sono dell’idea che un vero cuoco si giudica dai piatti semplici. Quelli troppo elaborati servono per confondere e camuffare le proprie debolezze.
ci ubriachiamo di vita, e non è mai troppo tardi.
e i pensieri son spaghetti.
Una fetta di sacher.
Scura, amara, intensa. Con quella sorpresa di marmellata nel mezzo, che subito sembra dolce e ti fa quasi sorridere, ma poi ti accorgi che c’è anche una punta di aspro.
E nonostante ciò non riesci a smettere di mangiarne.
E ti accorgi che proprio quelle note aspre ti sono necessarie per equilibrare la dolcezza, e che forse è in quel boccone che ti ritrovi di più…
Eh io cara, se dovessi scegliere quale senso è più attivo, oltre al tatto, ci metto il gusto. Ma differenziare è fondamentale per gustare davvero i sapori che ti piacciono, riconoscerli e ricercarli. Una cena pessima serve a far godere di più una cena ottima. L’amaro ti salva dal dolce, se non lo sopporti….e così via. Con il tempo, imparando a mangiare, e anche a sbagliare mangiando, scopri davvero i tuoi gusti. E quello è davvero il bello.
Più il grigio muffa, il che mi pare pure più adatto…
arthur non voleva essere un’offesa. Un essere onnivoro si sa adattare ad ogni circostanza e sopravvive più a lungo e meglio degli altri. No?
pani i cibi semplici sono quelli che ci hanno nutrito da piccoli e ci hanno aiutato a crescere, sanno di casa, d’affetto, di genuino (almeno per me) :)
dream alla salute, allora! :D
Elle la sacher è una vera sinfonia di sapori dosati al punto giusto, che (come dici bene tu) si fanno apprezzare a vicenda.
fata pienamente d’accordo. Evviva il cibo sbagliato!
Ubikindred Grigio muffa? LOL
certo …. ma non so cosa è forte per te…
a presto
Ma io non mi sono offeso, ero solo ironico e stavo al “gioco”…
romario per me? il peperoncino, per esempio. E per te?
arthur :D